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"Nun fà la politica..."

Diceva Dulce Pontes in una bella canzone del suo fado portoghese. Alcuni commenti al mio post precedente riecheggiano questo adagio, perchè la politica, si dice, non è gratificante... Ci ho pensato tante volte nei momenti di crisi, domandandomi se, in fondo, ne valesse davvero la pena. Beh, la politica è qualche cosa che, nelle diverse forme nelle quali la si può concepire, non si riesce a non fare. La forza del suo richiamo è qualcosa che ha a che fare con l’etica, con la passione per la comunità in cui si vive ed i suoi destini. Il senso della collettività ed il desiderio di darle una prospettiva positiva. Cercando di condividerla con gli altri la si dà anche a se stessi. Per questo fra le mie passioni, alla fine, è quella che è prepotentemente prevalsa. Ma della politica, oltre all’aspetto etico, il lato che a me davvero affascina è quello “epico”. Quello, ovvero, della battaglia a viso aperto, con coraggio e fino in fondo, per le proprie idee e per i propri valori. In nome dei quali, come è accaduto tante volte nella storia, si può anche morire. Ecco perché la politica nella sua accezione più alta rimane, secondo me, la più nobile, e probabilmente anche la più difficile, delle arti.

Pubblicato il 7/11/2004 alle 19.20 nella rubrica Diario.

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